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venerdì 20 gennaio 2012

Quale futuro per Carrara?

Penso sia giunto il momento di ricapitolare gli intenti precisando gli interventi da fare.
Il movente di tutta la mia tesi stà nella constatazione che la città sta morendo e nell'idea che un intervento ben studiato da parte della Pubblica amministrazione potrebbe dare alla città lo slancio per ripartire dal punto di vista economico e, quindi, sociale.
Carrara è spopolata, questo è sotto gli occhi di tutti, al di fuori degli orari d'ufficio non c'è nessuno in strada, conseguentemente gli esercizi commerciali che ancora resistono sono a loro volta chiusi, un circolo vizioso che si autoalimenta e che fa si che l'eventuale turista del fine settimana se capita in città si guarda bene dal tornarci. D'altro canto non se ne può fare una colpa agli esercenti, rimanere aperti una giornata nella speranza di un solo cliente non è ragionevole, in tempi di crisi come oggi più che mai. Eppure in occasione della "Marble week" (luglio 2011) si è vista una città riprendere improvvisamente vita: vie ingombre di persone a passeggio tra i vari allestimenti, locali affollati e negozi aperti in orario serale.
foto di Stefano De Franceschi
Cosa occorre alla città di Carrara per ripopolarsi? un elemento che dia una ragione per uscire di casa a chi abita nei dintorni e che possa attrarre turismo, con relativo denaro, anche da oltre i confini comunali.
A Carrara c'è un discreto interesse per il bello, il teatro, la lirica, la musica classica hanno sempre riscosso un notevole successo, almeno finché la città ha avuto un teatro.
Come ho già detto in precedenza Carrara, oggi, non ha più ne un cinema, ne un teatro ne un museo.

venerdì 25 novembre 2011

Carrara oggi I

Stamani su "Il Venerdi di Repubblica" (n°1236 pagina 17) ho letto l'editoriale di Ascanio Celestini intitolato "il teatro di Carrara è la metafora dell'Italia che crolla" in cui tratta del Politeama di Carrara, rendendo noto al grande pubblico la situazione vergognosa che ai locali è nota da tempo. Di tutto l'articolo, che vale la pena di leggere per intero, riporto la parte che qui mi pare più attinente:
"Oggi non c'è né un cinema né un teatro a Carrara. Da due stagioni è chiuso anche il teatro degli Animosi per una restruturazione che non è ancora iniziata. Anche la biblioteca se ne è andata per un crollo. C'è soltanto il Garibaldi, un piccolo palco dove ci si arrangia caparbiamente a fare teatro e qualche proiezione per non fare morire anche il ricordo del cinema.  Il Politeama è una ferita e una metafora per l'intera città che crolla, ma anche per il Paese. L'Italia che doveva essere un grande teatro pubblico. L'Italia condonata e privatizzata. L'Italia snaturata e sequestrata. L'Italia che chiude in attesa di una ristrutturazione che non inizia mai."