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mercoledì 7 dicembre 2011

Materiali I

Non è mai troppo presto per iniziare a pensare ai materiali per un architettura.
La scelta di un materiale ha un peso notevole all'interno di un progetto, oltre a dare sensazioni tattili e visive a chi la vive, comporta anche tutta una serie di scelte conseguenti, soprattutto nella parte tecnologica.
Essendo a Carrara e volendo stimolare l'identità cittadina, il progetto non può esimersi dall'uso del marmo e questo può essere un problema. Il marmo in architettura ha da sempre, specie in Italia, avuto un valore intrinseco di lusso, classicismo, pesantezza materica, solidità secolare e un collegamento inevitabile ai reperti d'epoca Romana. In pratica sembra quasi che con il marmo o ti limiti a fare il pavimento oppure dovresti fare un colonnato corinzio. Non è certo questo ciò che voglio, l'uso che farò del marmo deve essere più innovativo, deve sfatare questo falso mito; cosi come deve finire questa idea di Carrara città rassegnata alla sudditanza alle cave, allo stesso modo si deve offrire un nuovo modo di vedere il marmo nell'architettura.
Quello di cui parlo è già stato, ovviamente, fatto da grandi architetti.

venerdì 25 novembre 2011

Carrara oggi I

Stamani su "Il Venerdi di Repubblica" (n°1236 pagina 17) ho letto l'editoriale di Ascanio Celestini intitolato "il teatro di Carrara è la metafora dell'Italia che crolla" in cui tratta del Politeama di Carrara, rendendo noto al grande pubblico la situazione vergognosa che ai locali è nota da tempo. Di tutto l'articolo, che vale la pena di leggere per intero, riporto la parte che qui mi pare più attinente:
"Oggi non c'è né un cinema né un teatro a Carrara. Da due stagioni è chiuso anche il teatro degli Animosi per una restruturazione che non è ancora iniziata. Anche la biblioteca se ne è andata per un crollo. C'è soltanto il Garibaldi, un piccolo palco dove ci si arrangia caparbiamente a fare teatro e qualche proiezione per non fare morire anche il ricordo del cinema.  Il Politeama è una ferita e una metafora per l'intera città che crolla, ma anche per il Paese. L'Italia che doveva essere un grande teatro pubblico. L'Italia condonata e privatizzata. L'Italia snaturata e sequestrata. L'Italia che chiude in attesa di una ristrutturazione che non inizia mai."

lunedì 21 novembre 2011

Centro storico di Carrara II


Può essere utile trattare lo sviluppo urbanistico della città nei secoli.

"Non è documentato se lo spazio occupato dal centro storico della città fosse già incluso nello sviluppo urbanistico che certamente vitalizzò la conca di Carrara in epoca Romana [...] studiosi restringono l'urbanizzazione premedioevale alla sola area di Vezzala e, parzialmente a quella del Cafaggio dove, tra l'altro, sono venuti alla luce i soli ruderi di edifici romani reperiti nella valle a monte.
[...] al fine di sintetizzare le fasi dello sviluppo urbanistico cittadino, non rimane che assumere quale quale base di partenza il tracciato della prima cerchia muraria, costruita intorno al borgo negli anni immediatamente successivi al 1212. [...]

mercoledì 9 novembre 2011

Via Vezzala I

"[...] Non è documentato se lo spazio occupato dal centro storico della città fosse già incluso nello sviluppo urbanistico che certamente vitalizzò la conca di Carrara in epoca Romana: alcuni studiosi hanno supposto una urbanizzazione romana estesa, all’incirca, su questa zona: via del Plebiscito - Porta del Bozzo - piazza del Mercato - piazza Accademia. Altri studiosi, invece, restringono l’urbanizzazione premedioevale alla sola area di Vezzala e, parzialmente, a quella del Cafaggio dove, tra l’altro, sono venuti alla luce i soli ruderi di edifici romani reperiti nella valle a monte. [...]" Così è riportato nel sito del Comune di Carrara.

La Ferrovia marmifera

Sul territorio carrarese esiste un tratta ferroviaria abbandonata che partendo dalla stazione centrale in località Avenza portava fin sulle cave. Oggi si fermerebbe presso la località di San Martino alle porte del centro poiché andando in disuso le si è sovrapposto l'asfalto stradale. Non intendo riferire sulla storia di questa ferrovia, dato che c'è chi l'ha già fatto in modo esaustivo, nei siti che seguono è possibile trovare molte informazioni utili sull'argomento:
Il punto a cui voglio arrivare è che esiste un percorso alternativo alle vie di traffico carrabile, a bassa pendenza, integro al 90%, che con limitati interventi di ristrutturazione, la creazione di punti di salita/discesa intermedi potrebbe unire direttamente la città Carrara con Avenza e aprire la porta a un eventuale ulteriore sviluppo della rete ciclopedonale verso Marina di Carrara, la zona industriale (andare al lavoro in bicicletta, perchè no?), e, attraverso la via Aurelia, verso la città di Massa dove già esiste un valido percorso ciclabile che si interrompe proprio dove inizia il territorio carrarese.