mercoledì 7 dicembre 2011

Materiali I

Non è mai troppo presto per iniziare a pensare ai materiali per un architettura.
La scelta di un materiale ha un peso notevole all'interno di un progetto, oltre a dare sensazioni tattili e visive a chi la vive, comporta anche tutta una serie di scelte conseguenti, soprattutto nella parte tecnologica.
Essendo a Carrara e volendo stimolare l'identità cittadina, il progetto non può esimersi dall'uso del marmo e questo può essere un problema. Il marmo in architettura ha da sempre, specie in Italia, avuto un valore intrinseco di lusso, classicismo, pesantezza materica, solidità secolare e un collegamento inevitabile ai reperti d'epoca Romana. In pratica sembra quasi che con il marmo o ti limiti a fare il pavimento oppure dovresti fare un colonnato corinzio. Non è certo questo ciò che voglio, l'uso che farò del marmo deve essere più innovativo, deve sfatare questo falso mito; cosi come deve finire questa idea di Carrara città rassegnata alla sudditanza alle cave, allo stesso modo si deve offrire un nuovo modo di vedere il marmo nell'architettura.
Quello di cui parlo è già stato, ovviamente, fatto da grandi architetti.

 L'esempio più famoso è probabilmente il Padiglione di Barcellona di Mies van der Rohe, tra quelli che io trovo più interessanti ci sono:
 lo LVMH di Kengo Kuma in Giappone, 

F. Fueg St. Pius Church © 





la Catholic Church di Franz Fueg in Svizzera http://www.architetturadipietra.it/wp/


Il Kunst Museum di Alvar Aalto a in Danimarca 







La lista è davvero lunga come si può immaginare, un buon excursus lo si può trovare, comunque, nel volume "XXM" (Carrara Marble in Modern Architecture from the XX century to the new Millenium, di M. Ferrero Koenig, A. Natalini, ed. Internazionale MArmi e Macchine).

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